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May 25 Amori difficiliMay 23 Una storia......che ho scrittoLa vecchia tigre
Sdraiata nell’angolo più lontano e buio della gabbia la vecchia tigre socchiude gli occhi guardando indifferente la vita che scorre al di là delle sbarre. I suoi artigli sono spezzati, si sono spezzati grattando la porta chiusa della gabbia, e le zanne sono consumate, consumate mordendo le sbarre di ferro. Conseguenza di gesti disperati per conquistare la libertà. La sua pelliccia è segnata da cicatrici e ferite provocate da chi ha voluto tormentarla con lunghi bastoni acuminati. Invano la tigre si è difesa ruggendo e dando zampate, ma i bastoni erano lunghi e robusti e le sbarre le hanno impedito di spingersi oltre. Talvolta è riuscita a spezzare qualche bastone ma per ogni bastone spezzato altri ne sono arrivati riuscendo ad arrivare a lei e ferendola. La gente le passa davanti e l’ammira dicendo quanto è bella e maestosa, una regina. Ma poi se ne vanno per la loro strada e la tigre rimane lì dietro le sbarre aspettando. Aspetta che qualcuno venga e la liberi portandola lontano, portandola in quella verde foresta che sogna da tempo e non ha mai conosciuto perché ha sempre vissuto lì. In passato qualcuno le si è avvicinato, è entrato nella sua gabbia conquistando la sua fiducia e mostrandole la porta aperta. La vecchia tigre anche se non lo credeva possibile si è fatta coraggio accettando l’offerta, titubante, indecisa, senza sapere se poteva fidarsi. Poi quando è arrivata sulla soglia felice, pensando che sarebbe finalmente uscita, la porta si è chiusa davanti a lei lasciandola ruggente di rabbia e dolore. Socchiude gli occhi la vecchia tigre e pensa e ricorda tutto questo mentre guarda al di là delle sbarre la gente che l’ammira. Ecco, si alza, flessuosa inizia a camminare avanti ed indietro agitando la coda e mostrando tutta la sua maestosità. Ma non lo fa per esibirsi, lo fa per guardare il mondo al di là delle sbarre. Lo fa per non pensare. Lo fa per cercare un volto amico tra la folla. Poi si ferma ha visto chi cercava, la dolce fanciulla con pelle di lupo. Gli occhi verdi della tigre si fissano su quelli grigi della fanciulla che le sorride. Un sordo ruggito esce dalla gola del maestoso animale, un richiamo, un saluto. Incurante di chi sta al di là delle sbarre torna poi a sdraiarsi nel suo angolo. Aspetta. Aspetta che tutti se ne vadano. Aspetta di restare sola. La gente va tra gli schiamazzi e le risa. Adesso nessuno sosta davanti alla gabbia della vecchia tigre. Solo la fanciulla con la pelle di lupo è rimasta e piano si avvicina. Ha trovato il modo di raggiungere la vecchia tigre. Agile di s’insinua tra due sbarre leggermente più larghe ed entra. La tigre non si muove, rimane sdraiata nel suo angolo. La ragazza carezza la morbida pelliccia e cura le ferite che marcano il fianco dell’animale, con delicatezza, pazienza, amore. La tigre socchiude gli occhi e, grata di quel gesto di affetto, emette un sordo brontolio. La ragazza vorrebbe fare di più per l’animale chiuso nella gabbia ma non può far altro che starle vicino. La tigre lo sa. Sa che non uscirà mai dalla gabbia. Poi la ragazza va, torna da dove è venuta promettendo di tornare. La vecchia tigre rimane di nuovo sola socchiude gli occhi ancora ed aspetta….aspetta il nuovo giorno…
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