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9月13日 Una piccola fiaba che ho scritto...La Fata nello scrigno
In un paese lontano viveva un giovane Re che era ben voluto da tutti i suoi sudditi… La solita favola direte....si può darsi..ma mi va di raccontarvela comunque..Ascoltate.. Il giovane Re conduceva una vita tranquilla, tutti lo amavano, aveva una splendida regina che amava, il suo paese era in pace da molto tempo, i campi davano buoni frutti e la prosperità regnava nel villaggio. Niente di cui lamentarsi, niente di cui preoccuparsi... Il giovane Re si annoiava e sognava un’avventura così un giorno decise che sarebbe andato a caccia nel bosco da solo, senza la scorta per essere più libero di andare dove più gli piaceva. Così aprì un vecchio armadio e tirò fuori i vecchi vestiti da arciere di quando era ancora principe per indossarli con la speranza di non essere riconosciuto se avesse incrociato qualcuno. Si guardò nel grande specchio della sua stanza e quello che vide fu un giovane arciere ben vestito, di aspetto nobile ma molto diverso da quello di un re. Soddisfatto uscì dalla stanza con fare circospetto controllando che nessuno fosse nei paraggi. Poi veloce e in silenzio, grazie ai morbidi stivali un cuoio che indossava, scese le scale e si diresse verso le stalle. Si affacciò guardingo alla grande porta di legno della stalla sbirciando per capire dove era lo stalliere. L’ambiente era grande e in penombra e dovette aspettare che i suoi occhi si abituassero all’oscurità. L’acro e caldo odore della stalla gli riempì le narici, i cavalli sbuffavano percependo la sua presenza. In un angolo, appoggiato ad una balla di fieno, vide lo stalliere che dormiva russando sonoramente. Le mani incrociate sulla enorme pancia che andava su e giù ad ogni respiro, il mento appoggiato sul petto, la bocca socchiusa le cui labbra vibravano al ritmo del sonoro russare. Il giovane Re sorrise e prese mentalmente nota che avrebbe dovuto fare in modo che facesse il suo dovere e non russare sul fieno… Entrò silenzioso nella stalla e si diresse al suo cavallo passando davanti allo stalliere addormentato. Il bel destriero appena lo riconobbe alzo fiero la testa ed emise un nitrito ed il Re sussurrò all’animale carezzandolo per calmarlo. Cercando di non fare rumore mise briglie e sella al suo cavallo e poi in silenzio lo condusse fuori passando dalla porta sul retro della stalla. Una volta fuori salì in sella e si diresse al galoppo in foresta con un sorriso felice sulle labbra godendosi quella sensazione di libertà. Vagò a lungo per la foresta cacciando, libero di inoltrarsi dove più gli piaceva. Ad un certo punto si ritrovò su di un sentiero stretto e tortuoso che si addentrava nella foresta più fitta. Incuriosito decise di seguirlo e via via che procedeva sul sentiero vedeva che vi erano piante che non aveva mai visto e fiori bellissimo dall’intenso profumo, un senso di eccitazione iniziò a crescere in lui. Alla fine del sentiero si trovò davanti ad un passaggio fatto dalle piante che si intrecciavano l’una con l’altra a formare una specie di porta. Scese dal cavallo e si avvicinò. La porta era socchiusa e sentiva delle gaie voci provenire da dietro di essa. Sempre più incuriosito spinse la porta ed entrò. Si ritrovò in una piazza piena di gente strana ed allegra, c’erano elfi, nani, troll, fate e tutte le razze di cui aveva sentito parlare nei fantastici racconti a corte. Rimase sorpreso e affascinato dal quel luogo e mentre ancora cercava di capire dove fosse mai capitato fu avvicinato da un nano che lo accolse gioiosamente invitandolo ad unirsi alla strana folla. Il giovane Re sempre più divertito da quello che succedeva decise di accettare e si intrattenne con quegli strani tipi. Il tempo passò veloce con quella piacevole e fantastica compagnia e presto arrivò il momento di tornare al suo castello. Così salutò i suoi nuovi amici deciso a tornare il giorno successivo. E così fece nei giorni che seguirono, di nascosto fuggiva dal castello e tornava in quel luogo di fantasia dove poteva scordare le responsabilità e ridere in allegria. Un giorno notò una piccola fata che se ne stava rannicchiata e triste sul tronco di albero al margine della piazza. pensò che una fata non poteva essere triste e le si avvicinò chiedendole cosa le succedeva. La piccola fata lo guardò e gli sorrise dicendogli che si sentiva soltanto un poco sola e che nessuno parlava con lei. Il giovane Re le promise che le avrebbe parlato lui raccontandogli tutto quello che sapeva del suo mondo al di fuori di quel fantastico luogo. E così ogni giorno la fata lo aspettava ansiosa di sentire i suoi racconti, ed ogni volta che lui arrivava lo accoglieva festosa. I giorni passarono sereni e tra i due nacque un bella e profonda amicizia. Erano capaci di stare ad ore a parlare senza rendersene conto, ridendo e scherzando e parlando fitto fitto tra loro. Ma quel luogo di fantasia un giorno venne sconvolto da una guerra che spazzò via la spensieratezza che vi regnava e le cose cambiarono. La piccola fata era spaventata di quello che succedeva e così il giovane Re decise di portarla via da quel luogo e gli promise che l’avrebbe portata con se al castello. Quando fu al suo castello si recò dal più bravo artigiano del suo regno e gli chiese di preparare uno scrigno ornato da belle pietre preziose con una serratura che doveva essere inattaccabile e con una sola ed unica chiave. Quando lo scrigno fu pronto il giovane Re andò a prendere la piccola fata. Le disse di entrare nello scrigno dove lui l’avrebbe nascosta perché non poteva mostrarla agli altri del castello. La fata fiduciosa entro nello scrigno e si sedette sul morbido velluto di cui era rivestito aspettando che il coperchio si chiudesse. Il giovane Re sorrise alla fata e poi con uno scatto chiuse lo scrigno. Lo scrigno con la fata fu posto dentro un armadio nello studio del Re e solo lui possedeva la chiave di quel prezioso tesoro. Ogni giorno appena gli impegni glielo permettevano il Re andava a prendere lo scrigno e liberava la fata che felice gli volava attorno scherzando. Passavano ore a parlare come erano soliti fare, la fata si sedeva vicino a lui ascoltandolo parlare e gli sorrideva contenta. Ma i momenti in cui potevano stare insieme erano sempre più rari perché gli impegni di corte tenevano il giovane Re lontano dalla fata. La piccola fata restava chiusa nello scrigno sempre più a lungo e presto cominciò a diventare triste per quelle lunghe attese. Ma quando il Re apriva di nuovo lo scrigno dimenticava tutto e felice volava attorno a lui. I giorni passarono e la piccola fata cominciò a durare fatica a volare, le sue piccole ali rimaste ferme per le lunghe attese nello scrigno si erano indebolite, finchè arrivò il giorno in cui non volò più fuori dallo scrigno. Il Re si preoccupò e quando la fata gli disse che non poteva più restare dentro lo scrigno lui si intristì e le disse che non poteva mostrarla agli altri nel castello e che purtroppo i suoi impegni lo tenevano lontano da lei. Ma la fata guardandolo con tristezza gli disse che non poteva restare e gli chiese di liberarla e di riportarla nella foresta. Il Re capì che non poteva tenerla lì oltre e decise di accontentarla. Le chiese di tornare nello scrigno per l’ultima volta così l’avrebbe riportata nella foresta. Il giovane Re tornò di nuovo nella foresta con lo scrigno con la piccola fata e arrivato alla fine del tortuoso sentiero si fermò davanti alla porta di piante ed aprì lo scrigno. Con tristezza e fatica la piccola fata volò fuori si soffermò per baciare il suo Re e poi sparì al di là della porta per tornare nel suo mondo per sempre. Il Re chiuse lo scrigno e tornò triste al suo castello e da quel giorno non vide più la sua fata. Ma la fata rimase accanto al suo Re, aspettava che calasse la notte e poi nascondendosi volava fino al castello per fermarsi sul davanzale della camera del Re solo per vederlo dormire sereno. Passava così la notte cercando di arrivare nei sogni del Re perché le fate possono vivere solo nei sogni……..
5月25日 Amori difficili5月23日 Una storia......che ho scrittoLa vecchia tigre
Sdraiata nell’angolo più lontano e buio della gabbia la vecchia tigre socchiude gli occhi guardando indifferente la vita che scorre al di là delle sbarre. I suoi artigli sono spezzati, si sono spezzati grattando la porta chiusa della gabbia, e le zanne sono consumate, consumate mordendo le sbarre di ferro. Conseguenza di gesti disperati per conquistare la libertà. La sua pelliccia è segnata da cicatrici e ferite provocate da chi ha voluto tormentarla con lunghi bastoni acuminati. Invano la tigre si è difesa ruggendo e dando zampate, ma i bastoni erano lunghi e robusti e le sbarre le hanno impedito di spingersi oltre. Talvolta è riuscita a spezzare qualche bastone ma per ogni bastone spezzato altri ne sono arrivati riuscendo ad arrivare a lei e ferendola. La gente le passa davanti e l’ammira dicendo quanto è bella e maestosa, una regina. Ma poi se ne vanno per la loro strada e la tigre rimane lì dietro le sbarre aspettando. Aspetta che qualcuno venga e la liberi portandola lontano, portandola in quella verde foresta che sogna da tempo e non ha mai conosciuto perché ha sempre vissuto lì. In passato qualcuno le si è avvicinato, è entrato nella sua gabbia conquistando la sua fiducia e mostrandole la porta aperta. La vecchia tigre anche se non lo credeva possibile si è fatta coraggio accettando l’offerta, titubante, indecisa, senza sapere se poteva fidarsi. Poi quando è arrivata sulla soglia felice, pensando che sarebbe finalmente uscita, la porta si è chiusa davanti a lei lasciandola ruggente di rabbia e dolore. Socchiude gli occhi la vecchia tigre e pensa e ricorda tutto questo mentre guarda al di là delle sbarre la gente che l’ammira. Ecco, si alza, flessuosa inizia a camminare avanti ed indietro agitando la coda e mostrando tutta la sua maestosità. Ma non lo fa per esibirsi, lo fa per guardare il mondo al di là delle sbarre. Lo fa per non pensare. Lo fa per cercare un volto amico tra la folla. Poi si ferma ha visto chi cercava, la dolce fanciulla con pelle di lupo. Gli occhi verdi della tigre si fissano su quelli grigi della fanciulla che le sorride. Un sordo ruggito esce dalla gola del maestoso animale, un richiamo, un saluto. Incurante di chi sta al di là delle sbarre torna poi a sdraiarsi nel suo angolo. Aspetta. Aspetta che tutti se ne vadano. Aspetta di restare sola. La gente va tra gli schiamazzi e le risa. Adesso nessuno sosta davanti alla gabbia della vecchia tigre. Solo la fanciulla con la pelle di lupo è rimasta e piano si avvicina. Ha trovato il modo di raggiungere la vecchia tigre. Agile di s’insinua tra due sbarre leggermente più larghe ed entra. La tigre non si muove, rimane sdraiata nel suo angolo. La ragazza carezza la morbida pelliccia e cura le ferite che marcano il fianco dell’animale, con delicatezza, pazienza, amore. La tigre socchiude gli occhi e, grata di quel gesto di affetto, emette un sordo brontolio. La ragazza vorrebbe fare di più per l’animale chiuso nella gabbia ma non può far altro che starle vicino. La tigre lo sa. Sa che non uscirà mai dalla gabbia. Poi la ragazza va, torna da dove è venuta promettendo di tornare. La vecchia tigre rimane di nuovo sola socchiude gli occhi ancora ed aspetta….aspetta il nuovo giorno…
4月19日 Gente che va....Ultimamente chissà perchè ma sembra che tutti si stiano allontanando...
Già.... spesso ti ritrovi circondato da amici e gente che ti cerca poi piano piano li vedi che si allontanano...
..e a te non resta che rimanere a guardali andar via lungo il sentiero....
Alcuni si voltano a salutarti nuovamente con un cenno della mano..altri no vanno dritti per la loro via...
La vita unisce e divide..... in fondo è solo un incrocio di cammini....
Ti ritrovi per un periodo a camminare con qualcuno a fianco a volte un intera compagnia... poi piano piano ognuno prende il proprio sentiero.... ma tu devi continuare a camminare guardando sempre avanti....
Capita di dover anche camminare da soli e ti sentirsi spaventati e soli ma poi troviamo qualcuno che arriva sul nostro sentiero a ci accompagna.... e il sorriso torna sul nostro volto.....
gente che va......gente che viene... ognuno con qualcosa in mano...c'è chi porta in dono qualcosa e chi invece si prende qualcosa di te....
Come le foglie di un albero spuntano, rallegrano e poi vengono portate via dal vento.... ma quel che conta è ciò che di loro rimane a noi...
L'Albero degli amici.
Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino. Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco, vedendo molte lune passare, gli altri li vediamo appena tra un passo e l'altro. Tutti li chiamiamo amici e ce sono di molti tipi. Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici. Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra amica Mamma, che ci mostrano cosa è la vita. Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il nostro spazio affinché possano fiorire come noi. Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene. Ma il destino ci presenta ad altri amici che non sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro li chiamiamo amici dell'anima, del cuore. Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felici. E alle volte uno di questi amici dell'anima si installa nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato. Egli da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi. Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una vacanza o un giorno o un'ora. Essi collocano un sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro. Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento soffia appaiono sempre tra una foglia e l'altra. Il tempo passa, l'estate se ne va, l'autunno si avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono l'estate dopo, e altre permangono per molte stagioni. Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre radici con allegria. Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino.
Ti auguro, foglia del mio albero, pace amore fortuna e prosperità.
Oggi e sempre........ semplicemente perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica. Sempre lascia un poco di sé e prende un poco di noi.
Ci saranno quelli che prendono molto, ma non ci sarà chi non lascia niente.
Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.
12月18日 Discussione su IRIEAMICINATALE2007
Citazione IRIEAMICINATALE2007 11月27日 Lady in viaggioNon so..... forse sono io che sono sbagliata… mi lascio trascinare da emozioni e sentimenti e prendo sul serio anche quello che probabilmente non vale la pena neanche di essere preso in considerazione.... Probabilmente non ho capito come funzionano le cose...fatto sta che comunque provo un senso di disagio......
Il mondo reale è così pieno di cose assurdamente crudeli, inutilmente violente, pieno di prepotenze, di abusi, di ingiustizie....tanto che sono arrivata a non guardare più il telegiornale ma a limitarmi al sommario.....giusto per sapere la notizia...ogni giorno sembra un bollettino di guerra...
Così Lady ha fatto le valigie ed è partita...starà via un po’...finchè non le sarà passata la delusione di vedere le meschinità del mondo reale portate dove solo la fantasia dovrebbe regnare. Se ne è andata nel villaggio vicino dove può girare vestita con i colori della pace.....
No, non è un addio....almeno questa al momento non è l’intenzione.....ma staccare mi darà la possibilità di pensare e valutare per poi tornare un domani con uno spirito diverso.
Un’ultima cosa vorrei dire...confrontarsi con gli altri non significa per me aggredirsi con violenza cercando di umiliare e ridicolizzare l’avversario vantatosi poi di quel che si è fatto.... Confrontarsi significa per me sfidare qualcuno che si stima perchè lo si ritiene migliore e più forte di noi per vedere se siamo all’altezza, se siamo in grado di batterlo, affrontandosi con lealtà e rispetto senza calpestare la dignità altrui...con lo spirito di “vinca il migliore” e una stretta di mano finale. 11月20日 Un ricordo in un cassetto….Arriva il giorno in cui decidi di mettere via vecchie cose, svuotare cassetti che da tempo non venivano aperti ..... ti metti lì con impegno per buttare cose inutili e poi ti ritrovi davanti a dei ricordi e non hai più il coraggio di buttar via niente..... Così dentro un vecchio diario scolastico ho ritrovato due poesie scritte tanto tempo fa.....non ricordo neanche quando....mi ha fatto piacere rileggerle ed un sorriso è fiorito sul mio volto.... Sono solo dei semplici pensieri di una ragazzina che però ancora vive dentro di me.........
UN GOMITOLO D'AMORE
Vorrei raggomitolarmi tra le tue braccia,
quelle stesse,
che non ho avuto il tempo di imparare a conoscere.
Vorrei raggomitolarmi tra le tue braccia,
quelle stesse,
che ho tanto desiderato da dietro i miei occhi
che ti guardavano con amore.
Vorrei raggomitolarmi tra le tue braccia,
quelle stesse,
che, giorno dopo giorno, ho imparato ad amare.
Vorrei raggomitolarmi tra le tue braccia,
quelle invisibili
che, anche lontane, mi stringono forte
Vorrei raggomitolarmi tra le tue braccia,
e restare così per sempre…
INCANTO SPEZZATO
Avevo un vaso
dai mille colori
di finissimo cristallo
di rocca,
aveva il potere
di farmi sognare;
ma qualcuno
ha spezzato l’incanto
e ciò che e rimasto
è un mucchio
di lacrime lucenti.
Riplendono come perle,
ma sono solo lacrime.
10月22日 Cerco sempre di essere come le canne dei laghi..Avete presente le canne che stanno in riva ai laghi? Le avete mai guardate bene?...Dovreste farlo..secondo me insegnano molto come si devono affrontare le difficoltà nella vita.
Stanno lì flessuose e leggere ondeggianti nella brezza che le fa dolcemente danzare, c’è un senso di tranquillità.....poi arriva il vento......prima leggero che fa soltanto aumentare il ritmo della danza delle canne.....poi si fa più forte e prepotente e con rabbia soffia sulle fragili canne con l’intenzione di spezzarle. Ma le canne sono forti...sono flessuose...si piegano alla furia del vento consapevoli che poi passerà...si piegano fino a sfiorare l’acqua del lago, e tu che le guardi pensi “ adesso si spezzeranno...” invece no....... le canne si rialzano orgogliose pronte ad a sfidare nuovamente la furia del vento.....finchè il vento cala lasciando nuovamente il posto alla leggera brezza.....
Cerco sempre di essere come le canne....prendo coscienza del forte vento che mi piega e lascio che creda che possa spezzarmi...... poi mi rialzo...mi rialzo sempre......e torno a danzare nella brezza beandomi di ciò che mi circonda.........
10月19日 Crederci o non crederci? ma chi lo sa...nel dubbio..fatelo..heheheUN GIOCO DAI RISULTATI INCREDIBILI!! Gioca come si deve,e soprattutto non barare. Non leggere in anticipo, ma nell'ordine, punto per punto. Ci vorranno 3 minuti, e credimi, ne vale la pena. Prendi carta e penna ed esprimi un desiderio. 1.Scrivi i numeri da 1 a 11 in una colonna. 2.A fianco ai numeri 1 e 2, scrivi 2 numeri a tua scelta. 3.Vicino ai numeri 3 e 7, scrivi il nome di una persona di sesso opposto. Due nomi diversi, ovviamente, di persone che conosci bene, e nel farlo, segui il tuo primo impulso. Non leggere oltre in anticipo, o non funzionerà...Piano piano... 4 .Scrivi il nome di tre persone (amici, familiari...) vicino ai numeri: 4,5 e 6. 5. Scrivi 4 titoli di canzoni sui numeri 8,9,10,11. Finalmente, esprimi il tuo desiderio.
Qui si trova la chiave del gioco... 1.Devi parlare di questo gioco ad un certo numero di persone (il numero che si trova vicino al 2) 2.La persona in 3 posizione la AMI!! 3.La persona in settima posizione l'apprezzi molto però con la quale nn funziona... 4.La persona in quarta posizione è qualcuno a cui tieni veramente molto. 5.La persona in quinta posizione è quella che ti conosce veramenta a fondo. 6.La persona messa da te in sesta posizione è il tuo porta fortuna. 7.La canzone in ottava posizione è quella che si associa con la persona numero 3. 8.Il titolo in nona posizione è la canzone per la persona in settima posizione. 9.La canzone in decima posizione è quella che meglio svela il tuo spirito. 10.La canzone in 11 è quella che rivela i tuoi sentimenti rispetto alla vita. Scrivi questo gioco nel tuo blog,durante l'ora che ne segue la lettura. Se lo farai,il tuo desiderio si realizzerà. Se non lo farai,succederà l'opposto! 9月19日 Un pazzo villaggioUn pazzo villaggio
Se non sai che cosa fare Io ti dico dove andare Su preparati al viaggio Rafflingate è un bel villaggio
Sono matti tutti quanti Sono strani gli abitanti Ce ne son di ogni razza Se ne stanno sempre in piazza
Elfi, troll, vampiri e nani Goblin, oni e pure umani Quando arrivi tu meschino Sei soltanto un contadino
Ma se il drago sai affrontare Pure Dio puoi diventare Per combattere in foresta Devi usar bene la testa
Altrimenti son sincero Tu finisci al cimitero A risorger puoi provare O il new new day lì aspettare
Lì non contan gemme o ori Ma soltanti i gran favori Che zio Ramius chiederà Poi risorger ti farà.
Se leggero è il tuo cuore E ben disposto per l’amore Ai giardini devi andare Con fanciulle puoi flirtare
Sul romantico laghetto Tu la stringi forte al petto E se fascino tu avrai Prima o poi la sposerai
Un consiglio ti vo’ dare Devi andare a lavorare Tu puoi fabbro diventare E le armi poi forgiare
Ti puoi pure divertire Con i fulmini a colpire Così mago diventare Su! non stare ad esitare
E la fede è assai importante Scegli una tra le tante Chiesa, gilda oppure grotta Ti sostengan nella lotta
Ecco che ti ho presentato Un villaggio stampalato Per poter meglio capire Qui da noi devi venire
Ben accolto tu sarai E sicuro troverai Tanta birra e compagnia Amicizia ed allegria |
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